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Nelle scorse settimane si è fatto un gran parlare di riduzione del cuneo fiscale e delle misure necessarie ad abbassare la pressione fiscale su lavoratori e imprese. Così nella battaglia tra taglio Irpef e riduzione dell’Irap, il neo premier Matteo Renzi ha optato per la prima scelta assicurando che dal 1° maggio i lavoratori che guadagnano meno di 1.500 euro al mese troveranno in busta paga mediamente 80 euro in più, per una manovra complessiva di 10 miliardi di euro. Sulla decisione del nuovo Presidente del Consiglio sono state avanzate le critiche dei sindacati, con la Camusso in testa, ma c’è chi come la CGIA, associazione degli artigiani, di Mestre ha approvato pienamente la misura adotta da Renzi. Il motivo è semplice: secondo le stime della CGIA ben il 90% dei 10 miliardi di euro finiranno per rilanciare e dare nuova linfa ai consumi. I 1.000 euro in più all’anno che finiranno nelle tasche di circa 10 milioni di italiani saranno spesi per fare nuovi acquisti, come sostenute dalle stime sulla propensione agli acquisti delle famiglie di operai e impiegati che beneficeranno del taglio dell’Irpef. Gran parte dei nuovi acquisti si indirizzerebbe prima di tutto su alimenti e bevande, poi a seguire su trasporti, prodotti per la cura della persona e pasti fuori casa. Non va dimenticato che, come sottolinea anche la CGIA di Mestre, i consumi delle famiglie rappresentano la componente principale del PIL italiano.

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Nella battaglia tra Irpef e Irap alla fine ha vinto la prima: il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha infatti annunciato 1.000 euro netti in più all'anno in busta paga per quanti guadagnano meno di 1.500 euro al mese, confermando così la riduzione del cuneo fiscale a favore dei lavoratori. Tuttavia, anche le aziende avranno un aiuto, con una riduzione dell'Irap di circa il 10% grazie a un aumento dal 20 al 26% della tassazione sulle rendite finanziarie (che in questo modo si allinea con la media europea). Le durissime critiche dei giorni scorsi da parte di Susanna Camusso non hanno dunque 'spaventato' il Premier, che mercoledì in consiglio dei Ministri ha presentato un articolato piano di interventi e riforme per far ripartire l'economia il cui cuore pulsante è rappresentato proprio dal taglio delle tasse a vantaggio dei lavoratori dipendenti o subordinati del valore di 10 miliardi. Il provvedimento riguarderà circa 10 milioni di italiani, sarà effettivo a partire dal 1° maggio e comporterà un aumento medio in busta paga di circa 80 euro al mese (da un massimo di 200 a un minimo di 51). Nelle intenzioni dell'esecutivo gli sgravi della riforma, portando denaro nelle tasche dei lavoratori, dovrebbero incoraggiare le famiglie a spendere di più e dunque innescare un circolo virtuoso, con un rilancio della produzione, liquidità nelle casse delle aziende e, in ultima analisi, nuove assunzioni. In attesa delle reazioni dei sindacati, o per meglio dire della Cgil, dal momento che il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, ha espresso il proprio appoggio a Renzi e alla manovra del suo governo, a tenere banco al momento è il nodo delle coperture, ma pure su questo il Premier mostra fiducia. Secondi i calcoli del suo team di analisti, infatti, 7 miliardi arriveranno dalla spending review, 2,2 dalla riduzione del costo del debito derivante dall'abbassamento dello spread e la restante parte necessaria dal rapporto massimo tra deficit e Pil, del valore 6 miliardi, che però Renzi ha sottolineato che non sarà utilizzato per intero. Nessun ritocco alle aliquote né - soprattutto - nuove imposte: il Primo Ministro infatti ha garantito che "sarà lo Stato a stringere un po’ la cinghia".

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Il Welfare italiano fa un ulteriore passo avanti e, dopo il rinnovo della Social Card Ordinaria, per il 2014 estende la Social Card Straordinaria dai 12 Comuni dov'è stata testata sperimentalmente lo scorso anno - Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona - a tutta l'Italia. Una misura piccola ma concreta per aiutare le famiglie più bisognose a far fronte alle esigenze e alle spese di base, che si pone allo stesso tempo come obiettivo quello di agevolare il reinserimento nel mondo del lavoro dei beneficiari. Ma che cos'è la Social Card Straordinaria a quali requisiti bisogna possedere per fare richiesta? La Social Card Straordinaria, anche chiamata Carta Acquisti Sperimentale, è un supporto economico corrisposto dall'Inps a nuclei familiari che si trovano in condizioni di difficoltà ed è pari a 231 euro al mese per famiglie composte da 2 persone, 281 euro per famiglie di 3, 331 euro per famiglie di 4 e 404 euro per famiglie di 5 o più membri. Possono fare richiesta della Social Card Straordinaria cittadini italiani o comunitari e loro familiari (questi ultimi anche "senza la cittadinanza di uno Stato membro", purché titolari "del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente"), cittadini stranieri "in possesso di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo" e rifugiati politici o titolari di protezione sussidiaria, all'interno del cui nucleo familiare ci sia almeno "un componente di età minore di anni 18" e che rispondano a precisi requisiti di carattere economico. Nello specifico, detti requisiti prevedono che l'ISEE sia inferiore o uguale a 3 mila euro, il patrimonio mobiliare non superi gli 8 mila euro, il "valore ai fini ICI della abitazione di residenza" non sia maggiore di 30 mila euro, non si goda di trattamenti previdenziali o questi ultimi siano sotto la soglia dei 600 euro al mese e, infine, non si possiedano "autoveicoli immatricolati nei 12 mesi antecedenti la richiesta", né "autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc", né "motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati nei tre anni antecedenti". Se si possiedono tutti questi requisiti economici e in più si verificano anche quelli lavorativi che prevedono "assenza di lavoro per i componenti in età attiva del nucleo al momento della richiesta del beneficio" e perdita dello stesso per "almeno un componente del nucleo per il quale, nei 36 mesi precedenti la richiesta", allora si può fare domanda della Social Card Straordinaria presso il Comune di residenza, che stilerà una graduatoria provvisoria, verificata la quale l'Inps erogherà il contributo in base al collocamento e alla disponibilità. Da ultimo, è bene ricordare che "nel caso in cui un componente il nucleo familiare sia già beneficiario della carta acquisti ordinaria, nella domanda dovrà essere indicato espressamente di rinunciare alla carta ordinaria, per tutto il periodo di sperimentazione della nuova carta".

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Dal 1° gennaio 2013 è entrata in vigore la Social Card Ordinaria, che altro non è che la vecchia carta acquisti messa a disposizione delle persone in condizioni di particolari difficoltà economiche da parte dello Stato dal 2008 al 2012. Il progetto prosegue anche per il 2014, grazie allo stanziamento deliberato da ENI S.p.A. e ENI Foundation, e a partire da quest'anno tra gli aventi diritto sono inclusi anche i cittadini "di Stati membri dell'Unione Europea ovvero familiari di cittadini italiani o di Stati membri dell'Unione europea non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero stranieri in possesso di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo". Al momento le nuove modalità per la presentazione della domanda e la modulistica necessaria non sono ancora note, in quanto è necessario che sia prima pubblicato l'apposito decreto attuativo, ma sono invece confermati i requisiti necessari per fare richiesta della Social Card 2014. Nello specifico, potranno ottenere la carta acquisti da 40 euro mensili con cadenza bimestrale (per un totale di 80 euro a 'ricarica'), ai quali "andranno ad aggiungersi eventuali somme messe a disposizione dagli Enti territoriali di residenza", gli anziani di età pari o superiore a 65 anni e i bambini con meno di 3 anni, il cui diritto alla Social Card Ordinaria dovrà essere essere esercitato da chi detiene la patria potestà. Più nel dettaglio, gli aventi diritto adulti dovranno essere privi di reddito o con un reddito inferiore a 6.781,76 euro per l'anno 2014 se di età pari o superiore a 65 anni e inferiore a 70 anni e a 9.042,34 euro se di età pari o superiore a 70 anni. Inoltre dovranno avere un ISEE inferiore a euro 6.781,76 per l'anno corrente e non essere, da soli o insieme al coniuge, intestatari di più di una utenza elettrica domestica, di più di una utenza elettrica non domestica e di più di due utenze del gas, né proprietari di più di due autoveicoli, di più di un immobile ad uso abitativo con una quota superiore o uguale al 25% e di immobili che non siano ad uso abitativo o di categoria catastale C7 con una quota superiore o uguale al 10%, né titolari di un patrimonio mobiliare superiore a euro 15.000, né infine fruire "di vitto assicurato dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni in quanto ricoverato in istituto di cura di lunga degenza o detenuto in istituto di pena". Per quanto riguarda invece i bambini con meno di 3 anni, questi ultimi dovranno avere un ISEE inferiore a 6.781,76 per l'anno in corso e non dovranno risultare intestatari, insieme a chi esercita la patria potestà, di più di una utenza elettrica domestica, di più di una utenza elettrica non domestica e di più di due utenze del gas, né proprietari di più di due autoveicoli, di più di un immobile ad uso abitativo con una quota superiore o uguale al 25% e di immobili che non sono ad uso abitativo o di categoria catastale C7 con una quota superiore o uguale al 10%, né infine titolari di un patrimonio mobiliare superiore a 15 mila euro. La domanda per la Social Card Ordinaria va presentata presso un Ufficio Postale, compilando gli appositi moduli disponibili anche sul sito di Poste Italiane, e deve contenere l'elenco di tutti i requisiti necessari, la cui veridicità è sotto la diretta responsabilità del dichiarante.

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Entrata in vigore il 1° gennaio, l'Isee 2014 prevede una serie di importanti novità per quanto riguarda i redditi da considerare ai fini del calcolo per ottenere le agevolazioni fiscali, i documenti da presentare e la procedura da seguire. Partendo dal primo punto, la nuova Isee tiene conto oltre che dei beni mobili e immobili che formano il reddito patrimoniale, anche di quelli cosiddetti fiscalmente esenti, ovvero: pensioni, pensioni di invalidità, pensioni sociali, pensioni di guerra, pensioni privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva, indennità, rendite erogate dell'Inail per invalidità o morte, assegni e maggiorazioni sociali, somme per finalità assistenziali o risarcitorie, assegni per il mantenimento dei figli e borse di studio a studenti universitari. In tal senso, nell'Isee 2014 è stata introdotta la nuova voce ISR, che definisce la situazione reddituale dei disabili, comprensiva di tutti i trattamenti assistenziali e previdenziali di cui fruiscono. Una serie di specifiche che si sommano a quelle stabilite per calcolare il patrimonio immobiliare, finalizzate ad aiutare i soggetti e le famiglie che si trovano in situazioni di reali difficoltà, permettendo loro di accedere in modo semplice e immediato alle detrazioni fiscali e alle agevolazioni previste, e a impedire invece l'accesso alle medesime da parte dei cosiddetti 'furbetti'. Tra le novità dell'Isee 2014 si segnalano poi quelle relative ai documenti da presentare. Mentre nel 2013 per ottenere l'Indicatore della situazione economica equivalente erano necessari stato di famiglia, codice fiscale di tutti i soggetti indicati nello stato di famiglia, copia di un documento d'identità del dichiarante e ASL di appartenenza, eventuale certificato attestante l'invalidità superiore al 66%, copia della dichiarazione dei redditi dell'anno antecedente, copia del contratto di affitto, ammontare del patrimonio di tutti i membri del nucleo familiare fino al 31 dicembre dell'anno antecedente e 730 o Modello Unico o visure catastali (più ricevute dell'eventuale mutuo residuo al 31 dicembre antecedente la dichiarazione Isee), per il 2014 la parte relativa all'autocertificazione è ridotta e tutti i dati fiscali sono compilati dalla PA, sulla base delle informazioni contenute nella banca dati dell'Inps. Da ultimo, in merito alla procedura da seguire per il calcolo del valore dell'Isee, a partire dal 2014 lo stesso si ottiene presentando la dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) a un Patronato, all'Ente che eroga i benefici/le agevolazioni cui si vuole accedere oppure direttamente all'Inps.

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