NEWS
Partita Iva: dai diritti alle agevolazioni fiscali, la riforma 2015
Scritto il 2015-04-22 da Silvia Artana su Economia

Fonte: ildenaro.it

Dopo le modifiche (con "marcia indietro") del regime dei minimi, il governo Renzi torna a occuparsi del popolo delle Partite Iva. Ad annunciare il nuovo intervento è stato il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, che ha anticipato una serie di cambiamenti (in positivo) per i lavoratori autonomi a partire da giugno.

Visti i precedenti, tuttavia, lo scetticismo tra i diretti interessati non manca, anche se - almeno a parole - la ventilata riforma 2015 sembra andare a toccare due punti particolarmente critici dello status quo. Stando alle anticipazioni di Taddei, infatti, nelle intenzioni dell'esecutivo ci sarebbe la volontà di ampliare i diritti di chi è titolare di Partita Iva e di introdurre alcune agevolazioni fiscali.

In particolare, per quanto riguarda l'ampliamento dei diritti, il responsabile economico del Pd ha spiegato che la volontà è quella di fissare un limite massimo ai tempi di pagamento (uno dei problemi più gravi per gli autonomi, soprattutto per i professionisti che collaborano con la Pubblica Amministrazione) e di approvare una norma che preveda la sospensione dei rapporti  di lavoro in caso di malattia e maternità, anziché la loro drastica interruzione.

Sul fronte delle agevolazioni fiscali, invece, la promessa (un po' fumosa, anche se vale il beneficio del dubbio in considerazione della fase molto embrionale della riforma) è di introdurre nuovi regimi fiscali agevolati per i redditi più bassi. Del resto, come sottolineato dal Presidente della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, in una lettera aperta al premier Renzi, non solo il popolo delle Partite Iva è rimasto escluso dai provvedimenti a favore della produttività messi in campo per i lavoratori dipendenti (già in partenza più tutelati), ma dovrà pure fare i conti con un aumento del prelievo previdenziale, "bloccato" temporaneamente per il 2015, ma destinato a scattare nel 2016, con un inasprimento dell'aliquota contributiva della Gestione Separata INPS.

E proprio la questione pensione resta fuori dal novero di interventi allo studio dell'esecutivo. Un mancanza molto grave, che con la sua "assenza" denota la complessità dell'argomento e l'evidente incapacità del governo di farvi fronte. Non a caso, Taddei ha dichiarato: "O cresce l’economia o nessuna aliquota risolverà il problema", riferendosi alla necessità di interventi in grado di risanare il sistema a monte e non soltanto di "metterci una pezza", soluzione che - peraltro - finirebbe con il gravare ancora sulle spalle dei lavoratori autonomi. Che strada percorrere, dunque?

Un'indicazione arriva da un'altra lettera aperta, questa volta indirizzata al direttore dell'Inps, Tito Boeri, e firmata da 18 associazioni di liberi professionisti di diversa estrazione, che si sono costituite in "Coordinamento 27 Febbraio". Nella missiva, che è allo stesso tempo una richiesta di incontro con Boeri il 24 aprile, sono elencati i provvedimenti che il popolo delle Partite Iva ritiene necessari per "cambiare rotta e ripensare la previdenza e le protezioni sociali", tra cui la pensione minima di cittadinanza, "indipendente dal montante contributivo accumulato e superiore all'attuale assegno sociale", l'unificazione delle prestazioni previdenziali, l'avvio di un processo di unificazione delle casse previdenziali degli ordini professionali, l'estensione universale del welfare e un reddito di base e, non ultimo, un'aliquota della Gestione Separata effettivamente sostenibile.

Articoli Correlati
In un momento storico finanziario così fragile e particolare, l'economia ne risente in moltissimi campi. Uno su tutti che ha raggiunto molte difficoltà da parte dei cittadini è quello dell'assicurazione auto. Soprattutto al sud (secondo le ultime indagini di mercato), almeno un contribuente su tre sceglie di non rinnovare la propria polizza, lasciando fermo il proprio veicolo nel garage o comunque non usandolo. Per non ritrovarsi ad avere brutte sorprese non sapendo di un tacito rinnovo, un cittadino ovviamente prima di firmare una polizza auto deve informarsi accuratamente. Di seguito qualche consiglio su come disdire l'assicurazione auto per fare un pochino di chiarezza sulla situazione. Prima di tutto al momento del preventivo dell'assicurazione occorre chiedere tempestivamente la questione del rinnovo. In base alle informazioni che verranno rilasciate dalla compagnia assicurativa scelta sul tacito rinnovo di questa o meno, si può chiedere che questa opzione venga tolta. In questo caso però occorrerà prestare la massima attenzione sulla scadenza dell'assicurazione, per non ritrovarsi ad averla non attiva e incorrere così a multe e anche piuttosto salate. Nel caso invece in cui si voglia fare la disdetta della propria assicurazione, basta recarsi presso la sede fisica della propria compagnia assicurativa o in caso di compagnia assicurativa online tramite e-mail, quindi informare delle proprie intenzioni. Bisogna comunque ricordarsi al momento della firma della polizza se questa prevedeva qualche clausola relativa a una penalizzazione in caso di disdetta prima del tempo. Inoltre bisogna diffidare o comunque prendere con le pinze certe pubblicità che propongono offerte assicurative che sono strategiche ma non completamente esaustive e, un utente distratto, potrebbe interpretarle nel modo meno opportuno. Per tutti questi motivi è sempre consigliabile al momento della firma del contratto per la propria polizza assicurativa, di prendersi qualche appunto e creare un'apposita cartellina dove inserire tutti i documenti, in modo che non ci siano incomprensioni con la propria compagnia. Dopotutto è sempre meglio prevenire che... Rinnovare!

Economia e finanza - Comunicablog

A partire dal 15 aprile il 730 precompilato sarà a portata di clic per dipendenti e pensionati. Proprio per questo l'Agenzia delle Entrate ha lanciato una campagna informativa per chiarire i dubbi sulla nuova dichiarazione dei redditi. Leggi l'approfondimento sul 730 precompilato!

Economia e finanza - Comunicablog

Visa Europe ha rilevato che migliaia di aziende europee, comprese quelle italiane, stanno cambiando il loro atteggiamento nei confronti dell’utilizzo delle carte di pagamento. Nonostante le PMI compongano il 98% dell’imprenditoria italiana, l’86% di queste non utilizza una carta per le spese aziendali e questo è causa di un ritardo operativo delle aziende del Bel Paese rispetto a quelle estere. Alla luce di questo, Intesa San Paolo e Visa hanno deciso di lanciare un’innovativa gamma di carte di pagamento e di servizi il cui tratto distintivo sono i servizi accessori correlati. Carta Debit, Carta Credit e Carta Prepaid  sono le nuove tre carte per aziende che risponderanno ai principali bisogni del mondo dell’impresa. La Carta Debit è la carta di debito di ultima generazione che offre la possibilità di personalizzare i limiti di spesa e il PIN e di effettuare acquisti anche in modalità contactless (avvicinando semplicemente la carta al POS). La Carta Credit consente di posticipare la valuta di addebito fino al secondo mese successivo a quello in cui si sono effettuati gli acquisti. Infine, la Carta Prepaid è la prima carta prepagata nominativa per le aziende dotata di IBAN, in grado quindi di operare a tutti gli effetti come fosse un conto corrente. “Il 2014 – ha dichiarato Davide Steffanini, Direttore Generale Visa Europe in Italia - segnerà in Italia un’accelerazione dell’accettazione dei pagamenti elettronici da parte delle aziende grazie anche al nuovo corso legislativo che stabilisce che ad esempio medici, avvocati e altri liberi professionisti debbano adottare dispositivi per ricevere tali pagamenti.”

Economia e finanza - Comunicablog