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Tasi 2014: la guida completa e i casi di Milano, Roma e Napoli
Scritto il 2014-10-06 da Silvia Artana su Tasse e Tributi

Fonte: www.acinews.it

Il 16 ottobre e il 16 dicembre sono le (ultime) due date entro le quali proprietari e inquilini sono chiamati a versare la prima e la seconda tranche della Tasi 2014 oppure a saldare in un'unica soluzione la nuova imposta sugli immobili. La scadenza del 16 ottobre riguarda i residenti nei Comuni che hanno comunicato al Ministero dell'Economia e delle Finanze le aliquote della Tassa sui Servizi Indivisibili dopo il 23 maggio ma entro il 30 settembre, mentre quella del 16 dicembre riguarda proprietari e inquilini delle Amministrazioni inadempienti nei confronti del MEF - per le quali le aliquote sono congelate di deafult all'1 per mille - e tutti coloro che hanno scelto di versare la tassa in due rate.

Una vera e propria jungla di date, alla quale si aggiungono - danno e beffa - le difficoltà per pagare il tributo. Essendo in autoliquidazione, infatti, l'imposta è completamente a carico dei contribuenti, che hanno così piena responsabilità sia per quanto riguarda il calcolo della Tasi che per il suo versamento nelle casse dell'Erario. Come comportarsi allora? Per quanto riguarda il primo punto, in rete è presente più di una guida al calcolo della Tassa sui Servizi Indivisibili, con quelle di amministrazionicomunali.it e calcolotasi.it che risultano particolarmente ben fatte e semplici da utilizzare: inserendo i parametri richiesti, infatti, il sistema dà in automatico il risultato. Chi vuole fare da sè, invece, deve per prima cosa verificare la rendita catastale del fabbricato (o dei fabbricati) e delle relative pertinenze, rivalutarla del 5%, moltiplicare il risultato per un coefficiente che è diverso per ogni immobile e quindi aggiungere le aliquote e sottrarre le detrazioni decise dal Comune: una procedura non proprio immediata, che - in ultima istanza - può essere affidata al Commercialista o ai CAF. Per quanto riguarda il pagamento, invece, se si sceglie di effettuare il calcolo dell'imposta online con amministrazionicomunali.it, il sistema procede alla compilazione dell'F24 in automatico, mentre se si fa in autonomia è necessario inserire anagrafica e specifiche relative a immobile e Comune, operazione che viene effettuata da Commercialisti e CAF se si opta per delegare il tutto a un intermediario abilitato.

E la scelta di rivolgersi a un professionista può risultare particolarmente utile nel caso in cui il fabbricato (o i fabbricati) e le relative pertinenze siano affittati, dal momento che gli inquilini rappresentano una variabile che rende ancora più complesso il calcolo della Tasi. Se l'affittuario infatti è tale da più di 6 mesi, deve pagare una parte della Tassa sui Servizi Indivisibili che va dal 10 al 30%, in base a quanto stabilito dai singoli Comuni. Tuttavia, nella maggior parte dei casi le Amministrazioni hanno deliberato aliquote e detrazione sulla prima casa e sulla seconda casa, ma non hanno dato informazioni utili ai fini della quota proprietari e della quota inquilini: in questa circostanza, dunque, gli affittuari sono chiamati a versare una parte dell'imposta pari al 10%.

Per fare alcuni esempi concreti, per quanto riguarda il calcolo della Tasi a Milano, il capoluogo lombardo ha stabilito un'aliquota del 2,5 per mille sulle prime case e dell'11,4 per mille sulle seconde, fabbricati e pertinenze varie, mentre la percentuale a carico degli affittuari è del 10%. Il calcolo della Tasi a Roma è uguale, con l'unica differenza che la quota spettante agli inquilini è del 20%. Infine, il calcolo della Tasi a Napoli prevede un'aliquota del 3,3 per mille per le abitazioni principali non di lusso e relative pertinenze. In tutti e tre i casi, comunque, esistono specifiche detrazioni, per conoscere nel dettaglio le quali si rimanda ai siti dei singoli Comuni e alle rispettive delibere.

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