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Rimborsi e pagamenti: le nuove guide dell'Agenzia delle Entrate
Scritto il 2014-09-04 da Silvia Artana su Tasse e Tributi

Fonte: www.giornalettismo.com

Novità dall'Agenzia delle Entrate e questa volta non si tratta di tasse. L'ente pubblico italiano "che svolge le funzioni relative alla gestione, all'accertamento e al contenzioso dei tributi con l'obiettivo di perseguire il massimo livello di adempimento degli obblighi fiscali" ha pubblicato infatti sul proprio sito agenziaentrate.gov.it (Home/L'Agenzia comunica/Prodotti editoriali/Guide fiscali/L'Agenzia informa) due nuove guide dedicate rispettivamente a Rimborso delle imposte e Cartelle di pagamento e riscossione coattiva.

Scendendo nello specifico, per quanto riguarda i rimborsi fiscali l'Agenzia delle Entrate spiega che "il modo migliore per accelerare la restituzione delle somme è quello di comunicare il codice Iban" agli uffici competenti, così che l'importo possa essere versato sul conto corrente bancario o postale. Diversamente, in caso di crediti non superiori a 999,99 euro è possibile riscuotere gli stessi in contanti presso un qualsiasi ufficio postale, mentre dai 1.000 euro in su è emesso un vaglia cambiario non trasferibile della Banca d'Italia. Per informazioni su eventuali rimborsi è possibile rivolgersi all'ufficio territoriale di competenza, chiamare il numero verde 848.800.444 oppure consultare il proprio Cassetto Fiscale (se abilitati).

Nella guida dedicata a Cartelle di pagamento e riscossione coattiva, invece, l'Agenzia delle Entrate invita per prima cosa i contribuenti a verificare la provenienza delle cartelle di pagamento, "per ottenere informazioni e avanzare eventuali contestazioni all'ente effettivamente responsabile dell'addebito", e quindi ricorda che con la Legge n. 228/2012 (Legge di stabilità 2013) a partire dal 1° gennaio 2013 la riscossione da parte dei soggetti incaricati è sospesa se il debitore è in possesso di documentazione che attesta che la richiesta del/dei creditore/creditori è soggetta a:

  • prescrizione o decadenza del credito (intervenuta prima della data in cui il ruolo è reso esecutivo);
  • provvedimento di sgravio emesso dall'ente creditore;
  • sospensione amministrativa o giudiziale;
  • sentenza di annullamento, totale o parziale, emessa in un giudizio al quale l’agente della riscossione non ha preso parte;
  • pagamento in favore dell'ente creditore, effettuato prima della formazione del ruolo;
  • qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito.

L'Agenzia delle Entrate specifica poi i termini di notifica e pagamento delle cartelle e, da ultimo, si sofferma sulla possibilità della loro rateizzazione e quindi sulla procedura di compensazione tra cartelle e crediti di imposta e tra cartelle e crediti verso la PA. Nel primo caso è necessario presentare il modello F24 Accise (codice tributo RUOL) entro 60 giorni dalla notifica delle cartelle (ricordando che dal 1° gennaio 2011 questa opzione non è applicabile se esistono debiti iscritti a ruolo per imposte erariali e oneri accessori di importo superiore a 1.500 euro scaduti), mentre nel secondo bisogna procedere alla certificazione del credito per mezzo della piattaforma informatica del ministero dell’Economia e delle Finanze certificazionecrediti.mef.gov.it/CertificazioneCredito/home.xhtml.

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