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Nuovo catasto: come cambiano le tasse sulla casa
Scritto il 2012-04-27 da francescom su Tasse e Tributi

Fonte: news.attico.it

Con il varo del nuovo decreto fiscale e l'approvazione delle Camere, si avvia verso la conclusione la riforma del catasto fortemente voluta dal nuovo Governo: una riforma che ha come obiettivo ultimo una modifica dell'intera struttura di calcolo dell'Imu, portando un nuovo equilibrio nel sistema immobiliare. Vediamo in che modo.

Innanzitutto, come noto, il valore catastale degli immobili verrà calcolato sulla superficie in metri quadri e non più, come avveniva prima, sul numero dei vani. Nel calcolo, poi, avranno un peso sia la qualità e lo stato effettivo dell'immobile, sia  l'eventuale localizzazione all'interno dell'area urbana. In ogni caso, come affermato da Monti, alla revisione delle rendite si accompagnerà anche una contestuale revisone delle aliquote, per cui il carico fiscale complesivo sui fabbricati dovrebbe rimanere sostanzalmente invariato.

Dal percorso alle Camere, ancora in attesa di conclusione, verranno fuori poi alcune novità relativamente alla suddivisione delle aree urbane in zone differenti di rilievo ai fini della rendita catastale, per cui anche la zona e la via (centro, periferia) saranno consderate variabili significative per determinare il valore commerciale degli immobili.

Poco più di una settimana e Matteo Renzi e Marianna Madia sveleranno il piano per smaltire e razionalizzare la Pubblica Amministrazione, che stando alle parole del ministro terrà conto delle indicazioni e dei suggerimenti contenuti nelle 39.343 mail giunte all'indirizzo rivoluzione@governo.it: "Grazie al contributo e alle idee dei cittadini possiamo ora varare, all'appuntamento previsto del Consiglio dei ministri del 13 giugno, una riforma migliore e ancora più incisiva", ha dichiarato infatti Madia. Riforma della Pubblica Amministrazione della quale al momento non sono noti i dettagli, ma che secondo indiscrezioni prevederà in primis l'"esonero" di una consistente fetta di dipendenti prossimi alla pensione ma ancora privi dei requisiti per ottenerla, senza però replicare il fenomeno dei cosiddetti "esodati". Stando alle notizie che circolano, infatti, l'"esonero" dovrebbe riguardare i dipendenti che svolgono mansioni comuni presso uffici ed enti di grandi centri urbani e che percorrono lunghi tratti di strada per andare al lavoro: per loro la riforma della PA prevederebbe la possibilità di essere ricollocati in amministrazioni del comune di residenza, a fronte di una riduzione del monte ore e del 20-25% dello stipendio. Per chi non dovesse accettare, l'alternativa sarebbe di restare a casa con una retribuzione decurtata del 65%. In entrambi i casi, comunque, i contributi sarebbero versati come in condizioni di pieno regime, per non impattare negativamente sull'assegno pensionistico. In attesa di conoscere nello specifico i provvedimenti di Renzi e Madia, tra le altre ipotesi sui contenuti della riforma della PA, in base alle indicazioni contenute nelle mail indirizzate a rivoluzione@governo.it, il rinnovo del contratto di categoria e lo sblocco delle assunzioni, oltre a tutta una serie di migliorie dal punto di vista burocratico, come l'eliminazione dell'obbligo di iscrizione alle camere di commercio, e gestionale, come l'agevolazione del part-time e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

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Il nuovo catasto ridefinito dalla riforma che porta a conclusione un dibattito che si protrae da diversi decenni cambia le regole per i proprietari di 63 milioni di abitazioni, anche se per renderla operativa potrebbero servire dai tre ai cinque anni. La riforma del catasto punta a ridefinire una tassazione degli immobili più equa abbattendo quelle disparità, che soprattutto nel settore residenziale, sono sotto gli occhi di tutti. La principale novità che riguarda l’ammontare delle prossime tasse sulla prima e seconda casa è legata al criterio di calcolo della rendita catastale, e di conseguenza della base imponibile ai fini del calcolo delle imposte. Se finora il calcolo catastale era basato sul “vano” adesso si userà un parametro più democratico come il “metro quadro”. In questo modo un bilocale di 100 metri quadri varrà di più di un trilocale di 90 metri quadri. Inoltre la maggiore corrispondenza alla realtà sarà perseguita con l’introduzione di misure correttive per il calcolo legate all’anno di costruzione, al piano, al luogo in cui si trova, ai servizi presenti nel quartiere, all’efficienza energetica, all’esposizione, alla presenza dell’ascensore, ecc. L’obiettivo della riforma del catasto è quindi quello di appianare le diseguaglianze sulle tasse per la casa, evitando che ad esempio si paghi meno per immobili che si trovano nel centro storico di una grande città rispetto a casa ubicate invece in periferia.

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